Uno Rinnovabile on 12 novembre 2009
La scelta tra tariffa onnicomprensiva e certificati verdi deve essere effettuata al momento della richiesta al GSE di qualifica IAFR (Impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili). Si osserva che, esclusivamente per impianti collegati alla rete di distribuzione, prima della fine del periodo di incentivazione, è consentito un solo passaggio da un sistema incentivante all’altro e, in tal caso, la durata del periodo di diritto al nuovo sistema incentivante è ridotta del periodo già fruito con il precedente sistema.
La maggiore o minore convenienza di uno dei sistemi incentivanti non può essere stabilita in maniera univoca poiché le variabili che influenzano la valorizzazione finale dell’energia prodotta sono molte.
Come anche avviene in altri casi nel settore delle rinnovabili è assolutamente indispensabile avvalersi del supporto di figure professionali qualificate, per effettuare un valutazione a priori di tutti i fattori che condizionano la resa tecnica ed economica della soluzione che si vuole intraprendere.
In linea di larga massima, l’analisi delle principali differenze tra tariffa onnicomprensiva e certificati verdi, permette al produttore di avere una prima idea di quale sia la forma di incentivazione che più si adatta alle sue esigenze ed ottimizza l’energia prodotta dall’ impianto.
A tale scopo si devono prendere in considerazione i seguenti punti:
- la tariffa onnicomprensiva incentiva la sola energia elettrica immessa in rete;
- solo il meccanismo dei certificati verdi è compatibile con lo scambio sul posto;
- il prezzo di scambio dei certificati verdi e quello di vendita dell’energia elettrica variano nel tempo mentre la tariffa onnicomprensiva è fissa. In quest’ultimo caso si possono stimare con accuratezza le entrate future, mentre nel primo caso è più complesso fare delle le previsioni poiché queste sono influenzate dall’incertezza connessa al prezzo di vendita del “titolo” certificato verde.
A chiarimento di questo, vengono confrontate le entrate generate dai due possibili scenari di incentivazione sopra descritti (Tabella 4), applicando il calcolo ad un impianto di cogenerazione da 1MW alimentato a biomassa cellulosica prodotta in filiera corta funzionante per circa 8.000 h/anno. Nel confronto proposto si sono assunti i coefficienti moltiplicativi e la tariffa onnicomprensiva riportati nelle Tabelle 1 e 2 e si è assunto un valore costante del prezzo dei certificati verdi, pari a quello attuale.
Riferendoci ai risultati dell’esempio, nell’ipotesi di cui al periodo precedente, a parità di energia elettrica immessa in rete, ad oggi la tariffa onnicomprensiva valorizza maggiormente l’energia prodotta: chiaramente, la tariffa onnicomprensiva risulta tanto più conveniente quanto maggiore è l’energia immessa in rete rispetto all’autoconsumo visto che è solo questa ad essere incentivata.

Uno Rinnovabile on 12 novembre 2009
Il meccanismo di incentivazione dei certificati verdi, è stato profondamente modificato per mezzo dei dispositivi allegati della Legge Finanziaria 2008 che hanno incrementato il periodo di accesso agli incentivi da 12 a 15 anni per gli impianti che generano energia elettrica da fonte rinnovabile, purché siano entrati in esercizio in data successiva al 31 Dicembre 2007 e siano oggetto di: nuova costruzione, rifacimento o potenziamento. In aggiunta, per questi impianti, l’entità dell’incentivo erogato diventa pari al prodotto della produzione netta di energia elettrica da fonti rinnovabili in MWh, moltiplicata per un coefficiente diverso da fonte a fonte secondo quanto indicato in Tabella 1.

Il dispositivo di legge prevede, inoltre, che il valore dei coefficienti moltiplicativi riportati in tabella possa essere aggiornato ogni tre anni con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, assicurando la congruità della remunerazione ai fini dell’incentivazione dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Questo aspetto è molto significativo dal momento che le tecnologia associate alle rinnovabili comportano continue modifiche al costo del kWh prodotto. Dal momento poi che la dinamica dei costi si differenzia fra una fonte rinnovabile e l’altra, il meccanismo dei coefficienti, permette un aggiornamento in tempo reale della situazione e può, se gestito correttamente, evitare che si incentivino in modo eccessivo fonti rinnovabili che producono energia a costi inferiori rispetto ad altre.
Ad oggi, il certificato verde, di valore unitario pari a 1MWh, è emesso dal GSE, su richiesta del produttore, secondo due modalità:
- a consuntivo, relativamente all’energia elettrica incentivata relativa all’anno precedente;
- a preventivo, in base alla producibilità attesa dall’impianto risultante dai dati di qualificazione dello stesso come impianto alimentato a fonti rinnovabili (solo nei primi due anni di esercizio) o dai dati storici di produzione già disponibili (negli anni successivi)
A partire dal 2008, i certificati verdi emessi dal GSE sono collocati sul mercato a un prezzo, riferito al MWh elettrico, pari alla differenza tra il valore di riferimento, fissato in sede di prima applicazione in 180 euro per MWh ed aggiornabile ogni tre anni, ed il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica definito dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas per l’anno precedente che, per il 2008 è risultato pari a 91,34 €/MWh (delibera ARG/elt n. 10/09).
Con comunicato del 3/02/09, il GSE ha reso noto il prezzo di offerta dei propri certificati verdi (CV) per l’anno 2009; tale prezzo è ovviamente pari a 88,66 €/MWh, al netto di IVA.
In Tabella 3 si riporta l’andamento nel tempo del valore dei certificati verdi.
Per garantire una graduale transizione dal precedente meccanismo di incentivazione, è stato stabilito che, per il triennio 2009-2011, il GSE ritiri, su richiesta del detentore, che deve essere inoltrata entro il 31 Marzo di ogni anno del triennio, i certificati verdi rilasciati per le produzioni riferite agli anni fino a tutto il 2010, infatti i certificati verdi hanno validità triennale. Il prezzo di ritiro è pari al prezzo medio di mercato del triennio precedente all’anno nel quale viene presentata la richiesta di ritiro che, ad esempio, per il triennio 2006-2008 risulta essere di 98 €/MWh.
Un discorso a parte, deve essere fatto per quanto riguarda l’energia elettrica prodotta da biomassa da filiera.
Ad oggi si è ancora in attesa del Decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, attraverso cui sarà possibile definire in maniera univoca se la biomassa utilizzata in un impianto per la produzione di energia elettrica è classificabile come biomassa da filiera ai fini dell’incentivazione.
In questo periodo di transizione, il GSE applicherà all’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da biomasse da filiera, così come definite nel DM 18 Dicembre 2008, il coefficiente moltiplicativo di 1,1 per i certificati verdi e la tariffa di 0,22 €/kWh in caso di tariffa onnicomprensiva.
In seguito all’emanazione del decreto di cui sopra, il GSE procederà in entrambi i casi al conguaglio per tutti quegli impianti che dimostreranno la rispondenza delle biomasse utilizzate alle disposizioni del decreto stesso.
