Iniziative locali per le energie rinnovabili
Uno Rinnovabile il 24 novembre 2011
Il nostro paese, nonostante le difficoltà finanziarie attraversate dallo Stato e dagli enti locali, prosegue, seppure faticosamente, sulla strada degli interventi in direzione di una maggiore eco-compatibilità ed eco-sostenibilità dei consumi energetici degli edifici.
Da un lato con interventi di riqualificazione energetica degli edifici, dall’ altra, incentivando l’ installazione di impianti che sfruttano le energie rinnovabili.
Epicentro del movimento che sembra trainare questo trend è in assoluto il nord Italia: riportiamo infatti due esempi eclatanti di questa tendenza, relativi alle città di Verona e Bologna.
A Verona, il Comune ha approvato, sin dal 2008, un provvedimento di concessione di incentivi comunali destinati ai condominii della città che avessero sostituito le vecchie caldaie alimentate a gasolio o a olio combustibile, con caldaie a metano.
Il provvedimento, che riguardava impianti di potenza superiore od uguale a 35 Kw, prevedeva uno stanziamento di 67 mila euro, stanziati con l’ obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti derivanti dal riscaldamento domestico.
Le misure stabilite dal Comune di Verona avevano come fine ultimo quello di ridurre la concentrazione di polveri sottili Pm10 nell’ atmosfera.
Requisito fondamentale per la richiesta del contributo era l’ installazione, da parte degli amministratori condominiali, di una caldaia ad alta efficienza energetica.
Anche in Emilia Romagna si segnala un’ operazione eco-friendly: non sono, infatti, previsti incentivi per la sostituzione caldaia a Bologna, ma buone notizie arrivano in ogni caso da Casalecchio di Reno, a due passi dal capoluogo emiliano.
Sono stati installati, sul tetto di 16 edifici pubblici di Casalecchio di Reno, impianti fotovoltaici che, di per sé, non hanno niente di particolare. La vera novità dell’ iniziativa sta infatti nella “Comunità solare locale”, una cooperativa che adotta i criteri mutualistici nella gestione dell’ energia prodotta dagli impianti “puliti”.
Ad esempio, due chilowatt di fotovoltaico tradizionale costano 8.000 euro al singolo utente. Con la forma cooperativa, il costo scende ad 800-1.000 euro per la stessa potenza. Questo avviene perché, grazie alla forma cooperativa prescelta, il beneficio che i soci ottengono viene erogato sotto forma di risparmio sul costo dell’ energia.
Questi piccoli esempi mostrano che in Italia, la spinta verso una concezione dell’ energia eco-friendly si muove a livello prevalentemente locale: nel loro piccolo, gli enti locali suppliscono spesso laddove lo Stato non riesce ad arrivare.
